Chi non si toglieva nemmeno la giacca. E chi manco si presentava. Ottenere il green pass dopo la (finta) vaccinazione anti Covid transitando per lo studio medico della dottoressa Daniela Grillone Teciou non appariva insomma tra le imprese più complesse da compiere. Infatti molti potenziali indagati di questa incredibile vicenda (potrebbero essere centinaia se si dovesse scorrere l’elenco nelle mani della procura) stavano nell’ambulatorio medico di via Sella praticamente il tempo di un pit stop di Formula Uno, dopodiché, senza neppure essersi tolti cappotto e berretto, se ne uscivano dall’ambulatorio con l’agognato green pass tarocco tra le mani, e via ognuno per la propria strada: chi in corsia ad assistere o curare i malati; chi in qualche casa di cura; chi sulla strada o tra gli uffici della questura di competenza.
Al momento sono 24 gli indagati, tra cui Madame e Giorgi
Sì, perché al di là dei nomi altisonanti della tennista di fama mondiale, Camila Giorgi, e della stella nascente del firmamento musicale italiano, Francesca Calearo (alias Madame) i “clienti” della dottoressa Grillone Teciou sarebbero soprattutto medici, infermieri, e pure qualche poliziotto. Attualmente gli indagati, nel principale filone d’inchiesta aperto dalla procura, risultano essere 24.
E se molti di loro sono stati ripresi dalle telecamere piazzate dagli investigatori della squadra mobile, coordinati dal pubblico ministero Gianni Pipeschi, altri invece nello studio della dottoressa Grillone Teciou non si sarebbero proprio mai visti, almeno non per sottoporsi alle vaccinazioni per ottenere il green pass. Tra loro, questa una delle ipotesi della procura, anche la tennista marchigiana e la cantante di Creazzo.
Entrambe sarebbero clienti private della Grillone Tecioiu, ma nessuna delle due comparirebbe tra le numerose immagini acquisite dagli investigatori. Il sospetto degli inquirenti, in particolare per quanto riguarda il caso della Giorgi, è che l’atleta, nella data che comparirebbe nel suo certificato vaccinale, si trovasse lontana da Vicenza.
Per cristallizzare determinate posizioni emerse nel corso delle indagini preliminari la procura ha già chiesto l’incidente probatorio. Un passaggio con cui si domanda di acquisire una prova già durante la fase delle indagini preliminari prima che siano concluse e che si apra quella dibattimentale; prova che poi, e nel caso, verrà portata davanti al tribunale nel corso del processo oppure di fronte al giudice per l’udienza preliminare.
Le dichiarazioni della dottoressa no vax
Intanto, come tra l’altro già emerso, la dottoressa Grillone Tecioiu, assistita dal suo legale Ferdinando Cogolato, è stata sentita più volte dal pm Pipeschi. Di fronte a lei, chiedendo giustificazioni del suo operato, non solo sono state poste le posizioni dei suoi pazienti più “influenti”, ma anche i numeri (per certi versi abnormi) delle vaccinazioni che avrebbe eseguito. Risulterebbero infatti 380 dosi di siero somministrate ad assistiti, altre 344 a pazienti non appartenenti all’Ulss 8 e altri 295 vaccini che sarebbero stati fatti a pazienti dell’Ulss 8 non però assegnati alla dottoressa (che nel frattempo, è bene sottolinearlo, sta continuando a esercitare la sua professione).
In alcuni passaggi il medico ha ammesso non solo di non avere somministrato i vaccini anti Covid, ma anche di averlo fatto con un certo «orgoglio».
Per quanto riguarda invece i casi della Giorgi e di Madame non ci sarebbero state, al momento, ammissioni da parte della dottoressa. Le due clienti “vip” restano indagate per falso ideologico.
Parla l'avvocato di Camila Giorgi
«I miei clienti sono sereni e fiduciosi che tutto verrà chiarito presto». A parlare è l’avvocato Ilaria Nannini legale difensore di Camila Giorgi, dei suoi genitori nonché dei fratelli, tutti finiti nelle carte della maxi inchiesta della procura sui presunti falsi green pass. A coadiuvare l’avvocato Nannini c’è anche il suo collega Cristian Carmelo Nicotra. In base a quanto spiega la legale, la famiglia Giorgi da tempo è seguita dalla dottoressa Grillone Tecioiu, conosciuta a livello nazionale per le sue prestazioni legate alla tecnica dell’ozonoterapia.
«I Giorgi sono una famiglia di sportivi e la dottoressa era molto nota per le sue cure», ribadisce l’avvocato che ieri mattina ha ricevuto la nomina da parte della tennista e dei suoi familiari. Da cui l’avvocato Nannini allontana ogni possibile ombra no vax: «Nessuno di loro lo è».
In ogni caso le carte starebbero a testimoniare una posizione se non altro complessa, specie per un’atleta che deve seguire rigidi protocolli fissati dalle leggi anti Covid di numerosi Paesi, specie gli Usa e l’Australia, dove tra l’altro Camila Giorgi nelle prossime settimane dovrebbe recarsi per giocare l’Australian Open, uno dei quattro “Slam” in programma. «Al momento quanto sta accadendo non può incidere sulla partecipazione al torneo. Camila ha un regolare green pass».