L'inchiesta

Finti vaccini, la soffiata che avvisa la dottoressa: «Attenta, bonifica lo studio» <br/>

È quanto emerso nel corso dell’incidente probatorio svolto davanti al gip
La dottoressa Grillone Teciou in tribunale per l’incidente probatorio COLORFOTO/ARCHIVIO
La dottoressa Grillone Teciou in tribunale per l’incidente probatorio COLORFOTO/ARCHIVIO
La dottoressa Grillone Teciou in tribunale per l’incidente probatorio COLORFOTO/ARCHIVIO
La dottoressa Grillone Teciou in tribunale per l’incidente probatorio COLORFOTO/ARCHIVIO

«Dottoressa, avete mai avuto paura che ci fossero delle telecamere o che qualcuno vi mettesse qualcosa come poi in effetti è successo?». È la domanda che a un certo punto dell’incidente probatorio, avvenuto il 30 gennaio davanti al gip Matteo Mantovani, il pubblico ministero Gianni Pipeschi rivolge alla dottoressa Daniela Grillone Teciou, finita al centro dell’inchiesta sulle false vaccinazioni (quella che ha toccato anche Madame e la tennista Giorgi) assieme al compagno Andrea Giacoppo e al collega Erich Volker Goepel. 

«Non ci ho mai pensato a questo - risponde la dottoressa, assistita dall’avvocato Fernando Cogolato - ...cioè avevamo paura di avere problemi col vaccino. A quel punto lì non mi sarei mai aspettata che una delle mie segretarie avesse innescato tutto questo discorso...io non immaginavo niente. Io non ho immaginato niente fino al giorno del mio arresto».
Eppure, come le fa osservare il pm lo studio di via Sella era stato bonificato.
«È stato un poliziotto (in realtà si tratterebbe di un investigatore privato ndr) un mio paziente, che anche lui era venuto lì che mi ha detto “Guarda, Dani, è meglio bonificare”». 

La soffiata

Così, dopo la soffiata, la Grillone Teciou dà mandato alle guardie private dell’agenzia “Pantere” di cercare eventuali telecamere o microspie nei locali dell’ambulatorio.
«Mi hanno detto che non c’era assolutamente niente - spiega la dottoressa al sostituto procuratore - O non avevano l’apparecchiatura giusta per guardare o la polizia è troppo avanti. Non lo so come dire, ma mi hanno detto che non c’era assolutamente nulla nello studio in quel momento lì».

Il racconto

Rispondendo al magistrato la Grillone Teciou racconta poi com’è iniziata la sua decisione di fingere di vaccinare le persone convinta che il siero anti Covid portasse a conseguenze peggiori dello stesso virus: «sono venuti tutti quanti disperati da me, colleghi e, come vi dicevo, tutti quanti: “Daniela, io non voglio morire. Cosa facciamo? Devo vivere. Io ho un mutuo da pagare. Devo lavorare...”». Perché, accanto alla paura dei presunti effetti collaterali del vaccino i pazienti no-vax avevano comunque bisogno di continuare a lavorare in un periodo in cui il green pass era obbligatorio per recarsi in ufficio, in corsia, in ambulatorio, in negozio o in classe.

 

Il tam tam

E così, quando si sparge la voce che nello studio in via Sella si può ottenere il fatidico certificato verde senza realmente assumere il siero, l’ambulatorio viene preso d’assalto con richieste di esenzioni continue.
«Io a un certo punto ho perso completamente il controllo del mio studio - riferisce la Grillone Teciou - Il mio studio era praticamente in mano alle mie due segretarie. Poi non avevamo più spazio nello studio quindi aspettavano fuori, all’entrata dello studio, sotto il portico. Il mio compagno aveva contattato le “Pantere” che sono praticamente un servizio si sicurezza... davano i numeri, cercavano di smaltire velocemente tutte le persone che c’erano». 

La giustificazione

La dottoressa cerca poi di giustificare la sua scelta spiegando che le false attestazioni vaccinali sono partite sostanzialmente quando le imprese e gli enti pubblici, compresa l’Ulss, hanno cominciato a non accettare le esenzioni. «E allora - appunta - io mi sono trovata con un sacco di medici che erano pazienti miei e non pazienti miei, poi operatori sanitari, tantissimi operatori sanitari preoccupati per loro stessi».
Da qui la decisione di passare alle false somministrazioni. La sliding door che ha portato all’inchiesta.

 

Matteo Bernardini Valentino Gonzato

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