La scommessa parte dalla Genovesa. Un lembo di terra dimenticata dal dio del traffico e dagli uomini al margine meridionale del comune che confina con La Rizza, destinato a diventare l’architrave della rivoluzione viabilistica firmata dalla giunta Tommasi. Non solo del quartiere fieristico, ma di tutta la città.
Le prove generali
Le prove generali di questo cambiamento sono state fatte ieri quando, dopo una mattinata di sabato al calor bianco per intasamenti e rallentamenti, di buon mattino, un manipolo di vigili schierato fuori dal casello di Verona sud ha bloccato l’accesso a viale delle Nazioni alle auto in uscita dalla Serenissima e dirette in Fiera e le ha convogliate a destra in due file ordinate verso il parcheggio della Genovesa.
Dei mille posti disponibili in brevissimo tempo ne sono stati occupati ottocento: e la viabilità di Verona sud ha tirato un sospirone di sollievo.
Sostituire la parola emergenza con pianificazione
Brutto affare accollarsi l’assessorato alla Mobilità a Verona. In una città che storicamente sul traffico non ha mai fatto pace con se stessa, significa tirarsi in casa più rogne che soddisfazioni. Ma l’assessore alla Mobilità, Tommaso Ferrari sulla questione ha le idee piuttosto chiare e punta a sostituire la parola emergenza con pianificazione: «La valorizzazione della Genovesa è il primo passo di una politica della mobilità che non vuole dare risposte alle emergenze, ma creare un nuovo modo di gestire il traffico in città», spiega.
E gli altri passi? I capisaldi di questa rivoluzione sono sostanzialmente tre: «La Genovesa, appunto, poi le corsie preferenziali e le Ztl». Il concetto di base dell’amministrazione è semplice: «Non vogliamo che i grandi eventi penalizzino la vivibilità dei quartieri e, magari, di tutta la città», aggiunge Ferrari.
Il punto di partenza è dato dai numeri: «Fieracavalli ha fatto registrare un aumento di visitatori. Questo, e altri dati, dimostrano che Verona è molto attrattiva per i visitatori. Prima o dopo la rassegna, per esempio, tanti visitatori si sono riversati in centro al punto che tre parcheggi, Isolo, Arsenale e Cittadella, sono andati subito esauriti. Pensiamo che questo sia un dato assolutamente positivo. Molte città vorrebbero trovarsi nelle nostre condizioni. Ma questo non deve venire a discapito di chi, nei quartieri o in centro, abita e lavora».
Le tappe: navette, linee preferenziali e Ztl
Il parcheggio della Genovesa diventerà il nuovo asset: «Sarà il primo a riempirsi», spiega Ferrari, «e puntiamo a farlo funzionare 365 giorni l’anno, non solo durante le fiere». Per far questo dovranno essere attivate navette verso il centro, in attesa del filobus, lungo corsie preferenziali «perché non ci si può mettere quaranta minuti per arrivare in piazza Bra. Ma va sistemato anche il casello autostradale, che però non dipende da noi».
Il secondo punto discende strutturalmente, per così dire, dal primo. Senza linee preferenziali, sarebbe una rivoluzione zoppa perché le navette, costrette a fare i conti con auto, furgoni, camion, tir, e via discorrendo, diventerebbero (per velocità media) un mezzo come un altro prigioniero del caos d’asfalto. Con la conseguenza che nessuno le userà più. «L’obiettivo è creare una corsia preferenziale dalla Genovesa in viale Piave dove si innesterà su quella esistente», spiega Ferrari, «anche se vogliamo che altri percorsi riservati ai mezzi pubblici siano realizzati nei quartieri limitrofi alla Fiera». Il tutto, magari, con incentivi sotto forma di pacchetti o abbonamenti parcheggio più autobus in modo da intercettare anche chi, in città, ci va a lavorare.
Massima attenzione ai quartieri
L’attenzione ai quartieri, tuttavia, è uno dei cardini dell’amministrazione. «Chi abita in zone interessate dalle manifestazioni, che sia lo Stadio o Santa Lucia e Golosine, ha diritto a non essere penalizzato. Ma lo stesso, per esempio, vale anche per Veronetta dove sono in programma interventi legati ai parcheggi della Passalacqua». Il tutto «condito» da un sistema che privilegi mezzi alternativi di trasporto non solo attraverso le corsie preferenziali, ma anche ciclabili.
Varchi d’accesso: Ztl come allo Stadio
Terzo, ma affatto ultimo per importanza, è la cosiddetta Ztl sulla falsa riga dello Stadio: «Creeremo dei varchi automatizzati per regolamentare l’accesso ai residenti», spiega Ferrari. «Anche perché non possiamo pensare che la polizia municipale si occupi di tutto: dalla gestione del traffico alla sosta, alla viabilità ordinaria. Lasceremo decidere ai tecnici il metodo migliore, ma l’idea è di andare in quella direzione». Alla periferia dell’impero, pardon del Comune, la Genovesa si gode gli ultimi attimi di pace. Fieracavalli, in qualche modo, è passata. La rivoluzione Ferrari, ora, può proseguire spedita.