La morte dell'ex premier

Forza Italia, il debutto in Fiera e i protagonisti: quando a Verona arrivò l'«uragano» Berlusconi

Silvio Berlusconi è morto il 12 giugno 2023: il ricordo dei suoi rapporti politici con Verona
Berlusconi con Bonfrisco, Tosi, Conta e Galan
Berlusconi con Bonfrisco, Tosi, Conta e Galan
Berlusconi con Bonfrisco, Tosi, Conta e Galan
Berlusconi con Bonfrisco, Tosi, Conta e Galan

Era un uomo di 40 anni, con pochi capelli e un sorriso d’ordinanza stampato in faccia. Si chiamava Gianni Pilo, uomo Finivest prestato al progetto Forza Italia, uno degli strateghi che per conto di Silvio Berlusconi stavano trasformando il marketing in politica, i sondaggi in analisi sociologiche, per individuare infine il prodotto vincente da piazzare nel vuoto lasciato dalla Dc. Perchè non venisse riempito dai «comunisti».

 

L'arrivo a Verona

Gianni Pilo il 9 gennaio 1994 annuncia che tutto è pronto per lo sbarco di Berlusconi a Verona. Tutto, per noi, inizia lì. Ci sono gli uomini - il punto di riferimento è Alfredo Meocci, dice Pilo - e ci sono i club, già riforniti con i kit passati alla storia del costume italiano come primo esempio di costruzione di uno spot pubblicitario al servizio della politica. Berlusconi entrava in politica usando il mestiere che sapeva fare meglio di tutti: vendere. Lo aspettava, comunque, tutto un mondo moderato-liberale in cerca di casa politica e non incline al progressismo. Il 29 gennaio di quel 1994, alla convention in Fiera che segnava il debutto e la presentazione di Forza Italia a Verona, il Cavaliere aveva lasciato nel dubbio la sua presenza fino all’ultimo e poi s’era fatto rappresentare da due figure chiave, Gianni Pilo, appunto, per trasmettere il concetto che quella messa in campo era una macchina da guerra sostenuta da numeri inoppugnabili, e il professor Giuliano Urbani per illustrare l’impianto ideologico e agganciarlo a un’eredità politica che risaliva a don Sturzo e al pensiero liberale.

La platea, in effetti, incarnava quel paesaggio culturale: imprenditori, ex socialisti, ex democristiani che guardavano al centrodestra, professionisti, ognuno con una precisa motivazione per esserci, fosse una poltrona sotto nuove bandiere, un’«assicurazione» politica per le proprie aziende, o semplicemente il trasporto empatico per un uomo che aveva scalato il successo consegnando di sè un’immagine di latin lover ma con il culto della mamma, di re Mida a tutto campo - dall’edilizia alle televisioni - ma con un passato di cantante sulle navi da crociera, devoto quanto basta ma soprattutto dedito, e anche qui vincente, alla religione laica del Paese: il calcio. E se un segnale doveva esserci, proprio in quel 1994 il 18 maggio il suo Milan avrebbe distrutto il Barcellona 4-0 nella finale di Champions League. La narrazione di Berlusconi, insomma, non prevedeva sconfitte e semmai sorvolava sulle zone grigie di quell’ascesa inarrestabile.

 

 

I club di Forza Italia a Verona

E dunque quel giorno in Fiera era il segnale d’inizio. Esistevano già 14 club di Forza Italia in provincia di Verona, il primo dei quali era stato fondato da Giancarlo Conta, ex assessore democristiano, e aveva sede in un ufficio di via Valverde. Faceva impressione, in quelle settimane, oltrepassare le porte e vedere, sormontate dalla bandierina tricolore del nuovo partito e circondate dai gadget provvisti dalla casa madre, le stesse facce che fino a poco prima abitavano un’altra politica praticando una ritualità del tutto diversa. Un cambio di scena con gli stessi attori, come fosse un secondo atto e invece era un’altra epoca, nell’intervallo Tangentopoli che aveva azzerato partiti e ruoli riducendo i leader di un tempo a dimenticare uffici da assessori, palazzi di partito e feudi di potere per riaffacciarsi in sparuti locali affittati per radicare, da zero, Forza Italia. A fianco degli ex democristiani trovarono la loro collocazione naturale pezzi di pentapartito, liberali come Fratta Pasini, Fiorini, Zigiotto e Michela Sironi Mariotti, socialisti anti-sinistra come Cinzia Bonfrisco.
In piazza Erbe, case Mazzanti, un imprenditore della provincia aveva messo a disposizione di Forza Italia alcuni locali per ospitare la sede della nascente segreteria provinciale. Era un luogo di riunioni fino a notte fonda, il primo set in cui aveva fatto la sua apparizione a Verona Giancarlo Galan, il brillante manager di Publitalia che Berlusconi aveva già individuato come leader veneto del suo partito. Galan veniva dal Veneto orientale, aveva un personalità maestosa che travolse il primo capo locale del partito, Claudio Fiore, anche lui uomo Fininvest reclutato per la causa politica. Sembravano incontri di pochi e per pochi, in realtà era la fabbrica di un elettorato destinato a moltiplicarsi. «Grazie ai sondaggi abbiamo capito cosa vogliono gli Italiani. Nel settembre del 1993 il movimento che sarebbe diventato Forza Italia aveva 25 aderenti fra cui Silvio Berlusconi», ricordava Galan a Verona nell’aprile del 1994.

 

Alfredo Meocci con Michela Sironi e Silvio Berlusconi
Alfredo Meocci con Michela Sironi e Silvio Berlusconi

 

Berlusconi e Sironi

Ma già due mesi più tardi, in una nebbiosa giornata di novembre, una trentina fra imprenditori, professionisti e rampanti di varia estrazione ricevevano l’investitura di potenziali candidati di Forza Italia, il partito che era stato ufficialmente battezzato il 16 di quello stesso novembre. Fra quei trenta c’era anche Michela Sironi Mariotti, la professoressa universitaria veronese di origine bolzanina, di simpatie liberali, che nel giro di pochi mesi avrebbe avuto conferma di quella indicazione. Mai avrebbe pensato, però, che il posto di destinazione sarebbe stato quello di candidato sindaco della sua città, Verona.
Il viaggio di Michela Sironi ad Arcore, accompagnata da Alfredo Meocci, per incontrare il Cavaliere ormai presidente del Consiglio, è l’oleografica rappresentazione del mondo berlusconiano. L’incontro in giardino lascia sullo sfondo Villa San Martino e le congetture dei comuni mortali sui fasti favolosi di quella dimora, ma le immagini di quel pomeriggio rimandano ugualmente a un set di Beautiful convertito alla politica, agli scatti di una rivista patinata confezionata per accedere agli splendori dei «royals» e avvicinarli alla gente. Berlusconi nella sua immutabile divisa da relax total blue, Meocci in grigio elegante e Sironi in tailleur rosa sono l’immagine del successo. O meglio, del successo che può toccare a chiunque abbia fiducia in Berlusconi, il tycoon della porta accanto.
Un mese dopo Michela Sironi Mariotti sarebbe diventata sindaco, la prima donna sindaco di questa città. L’inizio della storia di Forza Italia a Verona.

Bonifacio Pignatti

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