Non un semplice flop da intendersi come un intoppo, ma il rifiuto di centinaia di collegi docenti e di comunità scolastiche di tutta Italia che non hanno ritenuto di imbarcarsi in una sperimentazione nata male e proseguita peggio, tra contraddizioni, retromarce e lacune su quadri orari, materie curricolari e sbocchi lavorativi e universitari».
La Gilda di Verona, uno dei sindacati che rappresenta i dipendenti del comparto scuola, non usa mezzi termini per commentare l’insuccesso del liceo del made in Italy, il percorso di studi fortemente voluto dal governo di Giorgia Meloni che costituisce una delle novità del prossimo anno scolastico 2024/25.
Le iscrizioni si sono chiuse sabato 10 febbraio e stando ai dati rilasciati oggi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, soltanto 375 studenti in tutta Italia hanno scelto di iscriversi a questo indirizzo. E in Veneto, dove sono tre le scuole che proverranno ad avviarlo (fra cui due veronesi: il liceo cittadino Montanari e il liceo Cotta di Legnago), ha optato per questo percorso lo 0,02% appena dei futuri liceali.
«È stato un rifiuto»
«Quindi», sottolinea la sigla sindacale, «non di flop si parli, ma di un rifiuto deliberato e consapevole di una certa idea di scuola-azienda e di un certo frettoloso, carente e confuso modo di procedere e, peggio ancora, di fare orientamento. Le scelte al buio non si addicono alla scuola, tantomeno ad una scuola seria».
Il liceo del made in Italy era l’osservato speciale, ma i dati sulle iscrizioni al prossimo anno scolastico dicono anche altro. In Veneto, per esempio, calano ancora le adesioni ai percorsi liceali, mentre crescono quelle agli istituti tecnici e professionali.
Le iscrizioni nei licei in Veneto per l'anno scolastico 2024/2025
Ha scelto un liceo il 45,9% dei futuri studenti di prima superiore, ossia lo 0,9% in meno rispetto a un anno fa. Gli istituti tecnici riscuotono il 39,3% delle preferenze (+0,5%) e gli istituti professionali il 14,8% (+0,4%).
Andando nello specifico, cala dello 0,42% il liceo classico, poco scelto in tutta Italia, e registrano una flessione anche il liceo artistico e il linguistico. Rimane stabile lo scientifico ordinario, cala di poco lo scientifico con opzione delle scienze applicate, cresce invece lo scientifico sportivo. Aumentano il numero degli iscritti sia il liceo delle scienze umane sia il liceo delle scienze umane con opzione economico sociale: quest’ultimo, peraltro, è il percorso di studi che nei piani del governo dovrebbe essere sostituito proprio dal liceo del made in Italy.
Per quanto riguarda gli istituti tecnici, cresce di quasi un punto percentuale il settore economico degli istituti tecnici di quasi un punto. Sono stabili, nel complesso, i diversi indirizzi dei professionali. Rispetto alle altre regioni italiane il Veneto è, assieme all’Emilia Romagna, la regione con la percentuale più alta di iscritti ai tecnici e ai professionali.
Il commento della senatrice
«I numeri delle iscrizioni al tanto osannato e propagandato Liceo del Made in Italy, che avrebbe dovuto essere la novità del prossimo anno scolastico, sono impietosi, direi imbarazzanti. Solo 375 iscrizioni significa una media di 4 iscritti per ognuno dei 92 licei che hanno attivato questo percorso. Come possa la sottosegretaria considerare soddisfacente questi risultati è incomprensibile. Continuare a negare la realtà per fare propaganda spiccia su un indirizzo che interessa a pochi è surreale. Il Ministro Valditara venga in Senato a riferire su questi pessimi risultati. Forse chiamarlo flop o falsa partenza è ancora poco. A scuola infatti si direbbe Non Classificabile», dichiara la senatrice veronese Aurora Floridia, di Alleanza Verdi e Sinistra