Il terribile incidente avvenuto ieri sera, 3 ottobre, a Mestre, riporta alla mente la tragedia avvenuta sei anni fa sull'autostrada A4. La notte del 20 gennaio del 2017 un pullman di liceali di Budapest, al rientro dalla settimana bianca in Francia, in prossimità del casello di Verona Est, nel comune di San Martino Buon Albergo, si schiantò contro un pilone dell’autostrada. Morirono in 17.
L’autista Janos Varga (condannato a sei anni di carcere per omicidio colposo plurimo) si addormentò per pochi secondi, sufficienti per perdere il controllo del mezzo: finì dapprima contro la barriera, poi contro il piede del ponte.
Stavano dormendo quasi tutti i 56 passeggeri, alcuni morirono sul colpo, altri lottarono qualche giorno in ospedale ma senza sopravvivere alle gravi ferite: imprigionati dentro all’autobus, avevano ustioni su tutto il corpo perchè dopo l’impatto contro il pilastro del cavalcavia il mezzo andò a fuoco.
Una strage che ha segnato Verona in modo indelebile e che, quella notte, come è accaduto a Mestre ieri sera, 3 ottobre, ha visto la grande rete del Suem e dei Pronto soccorso della città e della provincia mettersi immediatamente in moto, inviando ambulanze e l’elicottero del 118.
Secondo la ricostruzione del pm Paolo Sachar, quella notte il conducente perse il controllo del mezzo, entrò in contatto con il guard rail laterale, sfregando per una quindicina di metri contro lo stesso e andando a sbattere contro il pilone che sorregge il cavalcavia allo svincolo di Verona Est. Il pilastro entrò per quasi otto metri nel pullman, distruggendo il serbatoio del carburante: scoppiò immediatamente l’incendio.
Morirono bruciati 17 passeggeri, quasi tutti studenti tra i 14 e i 18 anni, oltre al secondo autista e a due accompagnatori. Rimasero feriti gravemente quattro studenti con ustioni profondissime e traumi alla testa, mentre altri 25 se la cavarono con 30 giorni di prognosi. «La strage di Verona», così fu chiamata.