Zevio

Tentano una truffa dello specchietto e feriscono un anziano che però li mette in fuga

I malviventi tirano una batteria stilo contro il veicolo di Gino Nicolin per simulare l’incidente ma colpiscono il viso del 74enne il quale minaccia di chiamare i carabinieri alle richieste dei malviventi
L'anziano ferito durante il tentativo di truffa dello specchietto
L'anziano ferito durante il tentativo di truffa dello specchietto
L'anziano ferito durante il tentativo di truffa dello specchietto
L'anziano ferito durante il tentativo di truffa dello specchietto

Volevano spillare soldi a un anziano con la truffa dello specchietto, ma dopo averlo ferito se la sono dovuta dare a gambe levate. Quella che avrebbe dovuto essere la loro vittima, infatti, sapeva bene come difendersi. 

Solo un mese e mezzo fa, infatti, l'uomo preso di mira era stato oggetto di un analogo tentativo di frode e anche in quell’occasione se l'era cavata grazie alla sua prontezza di spirito. In quel caso aveva telefonato a suo figlio, dicendo ai malviventi che sarebbe arrivato subito e facendoli così dileguare. 


Mercoledì scorso, invece, per riuscire a liberarsi dei truffatori, gli è bastato dire che stava per chiamare i carabinieri. Tutto è accaduto poco prima delle 11 a Villabroggia di Zevio. Involontario protagonista un settantaquattrenne residente a Ronco, Gino Nicolin. L’uomo stava rientrando a casa in auto dopo essere stato in un supermercato ed essersi fermato a bere un caffè a Zevio. 

Com'è sua abitudine, stava procedendo a velocità moderata e, visto il caldo, teneva il finestrino completamente abbassato. Aveva da poco superato l'incrocio di Villabroggia, quando ha sentito una forte botta in faccia, scoprendo solo in un secondo momento di essere stato colpito da una batteria stilo che uno dei malviventi aveva lanciato contro la sua auto. Invece di causare l'urto rumoroso su cui i truffatori contavano per far fermare la vettura e cercare di guadagnare illecitamente del denaro per riparare un danno inesistente, la pila era però entrata nell'abitacolo del 74enne, ferendolo. L’uomo ha subito fermato la sua Fiat Panda e, mentre stava cercando di capire cosa fosse successo, ha visto affiancarsi alla sua auto un'Alfa Romeo bianca, il cui conducente ha iniziato a dirgli che aveva causato un incidente e che bisognava fare la costatazione amichevole. 

Il tentativo di truffa

Su proposta di Nicolin, che nel frattempo aveva preso il numero di targa dell'Alfa Romeo, le auto sono state spostate a lato della carreggiata, davanti a un'abitazione. Qui, il truffatore ha iniziato a mostrare delle ammaccature sulle carrozzerie delle due auto che poi sono risultate false. Qualcuno, avendola evidentemente già presa di mira tempo prima, aveva infatti sporcato la Panda con del grasso per simulare la collisione con l’Alfa Romeo.

Alla proposta di risolvere la questione in «maniera bonaria», Gino Nicolin ha risposto però in tono deciso. «Io non firmo nessuna constatazione e nemmeno ti do del denaro, perché non ho danneggiato la tua macchina», ha detto. Poi, forte del fatto che stavano uscendo i proprietari della casa davanti alla quale avevano parcheggiato le vetture, ha aggiunto che avrebbe chiamato i carabinieri perché chiarissero cosa fosse successo.

Fuga repentina

Gli è bastato annunciare la richiesta di intervento delle forze dell'ordine perché l'imbroglione risalisse in auto e si dileguasse. Poi sono arrivati sul posto sia i carabinieri che la polizia locale di Ronco, che, però, non hanno potuto intercettare il fuggitivo, mentre Nicolin, accompagnato dal figlio Marco, ha dovuto andare al pronto soccorso dell'ospedale di Legnago, dove gli sono stati fatti tutti gli accertamenti del caso ed è stato trattenuto per 24 ore, temendo che potessero insorgere problemi conseguenti al forte colpo subito.
«Certo, ho preso paura, ma non ho avuto paura a dire di no a quell’uomo», ha raccontato Nicolin. Mentre il figlio Marco, che a Ronco è consigliere comunale, nel ringraziare le forze dell'ordine, si chiede anche come sia possibile che ci siano persone che mettono a repentaglio la vita degli altri per un po' di soldi. 

Luca Fiorin

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