cronaca

Non è di Andreea Alice il cadavere del Po

Una quarta ipotesi esclusa, ma per la quale si attende comunque l’esito dell’esame del dna. Rimane ancora fitto il giallo attorno il rinvenimento del 5 di aprile del corpo di una giovane donna dalla carnagione chiara, mutilato e nascosto in un borsone gettato nelle acque del Po. Secondo le prime ispezioni autoptiche il corpo apparterrebbe ad una giovane ragazza, sotto i trenta anni, e deceduta in una finestra temporale compatibile dai dieci giorni a massimo le tre settimane circa dal ritrovamento.

Con la notizia del ritrovamento subito le attenzioni si erano indirizzate ai recenti casi di cronaca. In particolare Isabella Noventa, 55 anni, uccisa il 15 gennaio 2016 a Noventa Padovana dall’ex fidanzato Freddy Sorgato, con la complicità della sorella e dell’amante; oppure Samira El Attar, 43anni, uccisa dal marito e scomparsa da Stanghella il 21 ottobre 2019 o Saman Abbas, la giovane pachistana scomparsa da Novellara circa un anno fa. Tutte ipotesi escluse a partire dall’inquadramento temporale. Ultima a farsi strada la possibilità che potesse trattarsi di una ragazza di 27 anni scomparsa l’11 marzo scorso dopo aver partecipato a una festa in un casolare in provincia di Ancona, a Maiolati Spontini. La ragazza, Andreea Alice Rabciuc, campionessa di tiro a segno, si sarebbe allontanata dopo un litigio con il fidanzato. Del corpo rinvenuto è stato sequenziato il dna e sarà comparato con quello dei familiari della ragazza

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