SCIENZA & RICERCA

Vaccini contro il cancro: arriva il punto di svolta con la "soluzione" mRna

Una nuova speranza dalla tecnologia risultata decisiva contro il Covid. Venerdì 21 aprile all’Università il convegno promosso dalla Fondazione Beretta: ospite d'eccezione il professor Alberto Mantovani, indicato come lo scienziato italiano con il più alto impatto nella ricerca per quello che riguarda l’immunoterapia
Dopo l’emergenza legata alla pandemia la ricerca sui vaccini mRna ha dato risultati anche sul fronte oncologicoLa ricerca si sta rivolgendo su vaccini a mRna che possano aumentare le possibilità di sopravvivenza dal cancro
Dopo l’emergenza legata alla pandemia la ricerca sui vaccini mRna ha dato risultati anche sul fronte oncologicoLa ricerca si sta rivolgendo su vaccini a mRna che possano aumentare le possibilità di sopravvivenza dal cancro
Dopo l’emergenza legata alla pandemia la ricerca sui vaccini mRna ha dato risultati anche sul fronte oncologicoLa ricerca si sta rivolgendo su vaccini a mRna che possano aumentare le possibilità di sopravvivenza dal cancro
Dopo l’emergenza legata alla pandemia la ricerca sui vaccini mRna ha dato risultati anche sul fronte oncologicoLa ricerca si sta rivolgendo su vaccini a mRna che possano aumentare le possibilità di sopravvivenza dal cancro

È attualissimo il convegno sul tema «La rivoluzione immunologica: dal cancro al Covid-19», organizzato dalla Fondazione Beretta, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Brescia e degli Spedali Civili, per analizzare e spiegare il legame fra i meccanismi immunologici e infiammatori con patologie molto diffuse, come il cancro e le malattie cardiovascolari. «È un convegno di estrema attualità – spiega Giuseppe Curigliano, del comitato scientifico della Fondazione Beretta e ordinario di oncologia medica all’università Statale di Milano – poiché pochi giorni fa, durante il meeting di Aacr (American association for cancer research), sono stati presentati i primi dati che dimostrano come si possono utilizzare i vaccini a mRna, una soluzione nuova che si è rivelata decisiva per contenere il contagio da Coronavirus, anche per curare i tumori.

Lo studio e il convegno 

A questo proposito è stato presentato uno studio che ha valutato il ruolo di un vaccino personalizzato a mRna in pazienti con melanoma ad alto rischio, dimostrando che c’è un beneficio in termini di sopravvivenza, un obbiettivo chiaramente fondamentale della terapia oncologica. L’appuntamento è per venerdì dalle 11 alle 13 nell’aula magna di medicina dell’Università di Brescia. Il convegno prevede interventi di diversi professori ed esperti delle terapie oncologiche e la relazione clou del professor Alberto Mantovani (professore emerito di patologia generale e vice rettore per la ricerca all’Humanitas University e presidente della Fondazione Humanitas per la ricerca) sul tema del rapporto fra i meccanismi immunologici e infiammatori e le principali patologie che colpiscono gli uomini e le donne, dal cancro alle malattie cardiovascolari fino al Covid 19. «È un momento imperdibile anche per la sua grande valenza scientifica oltre che per quella sociale – continua Curigliano -; la Fondazione Beretta infatti nasceva con l’idea di migliorare e investire nella ricerca dell’immunoterapia dei tumori: Pietro Beretta, tantissimi anni, fa si dimostrò pioniere, perché oggi l’immunoterapia dei tumori comincia a diventare realtà. E poi il convegno ha valenza sociale - è stato sottolineato ancora da Giuseppe Curigliano - perché è la celebrazione della Fondazione Beretta, che ha fatto tantissimo per Brescia e che ha devoluto quasi tutti i fondi alla sanità bresciana, proprio perché la caratteristica della Fondazione è che non c’è un singolo finanziamento che non ricada sul territorio». Ospite di eccellenza sarà appunto il professor Alberto Mantovani, indicato come lo scienziato italiano con il più alto impatto nella ricerca per quello che riguarda l’immunoterapia e che, durante il convegno di venerdì a Brescia, illustrerà la possibilità di utilizzare i vaccini a mRna nella cura del cancro.

Durante la mattinata sarà anche assegnato per la seconda volta il Premio Fondazione Beretta, un riconoscimento particolarmente significativo perché rivolto a giovani ricercatori, che viene assegnato alla miglior pubblicazione edita nel corso del 2022 sul tema «Genomica e clinica dei tumori». Nel corso degli anni sono state così finanziate oltre 140 borse di studi per giovani ricercatori. L’apertura sarà affidata a Pietro Gussalli Beretta, presidente della Fondazione, al quale seguiranno gli interventi di Franco Castelli, Rettore dell’Università di Brescia, di Massimo Lombardo, direttore generale dell’Asst Spedali Civili e dello stesso Giuseppe Curigliano. La parola quindi andrà al professor Mantovani e alla fine l’assegnazione del premio. Due momenti di speranza nella lotta contro il cancro. 

Irene Panighetti

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