Il procedimento

Assalto squadrista alla Festa in rosso: Rifondazione Comunista è parte civile

Il procedimento vede imputati 29 ragazzi, tutti di estrema destra, la maggior parte iscritti a Casapound, accusati di violenza privata, lesioni e danneggiamento, anche aggravati dalla discriminazione razziale.
Alcune immagini dell'aggressione alla Festa in Rosso
Alcune immagini dell'aggressione alla Festa in Rosso
Alcune immagini dell'aggressione alla Festa in Rosso
Alcune immagini dell'aggressione alla Festa in Rosso

Si è costituita parte civile Rifondazione Comunista, stamattina, nel corso dell’udienza preliminare relativa all’inchiesta su alcune aggressioni avvenute in città tra inizio 2022 e il luglio del 2023.

Il procedimento vede imputati 29 ragazzi, tutti di estrema destra, la maggior parte iscritti a Casapound, accusati di violenza privata, lesioni e danneggiamento (in concorso), reati aggravati dal numero di persone e per dodici anche dalla discriminazione razziale.

Tre gli episodi contestati dalla Procura agli imputati: l'assalto alla Festa in Rosso del 18 luglio 2023, l'aggressione del dicembre 2022 contro i tifosi marocchini che, in città, festeggiavano la vittoria della loro nazionale dopo una partita dei Mondiali di calcio e la spedizione punitiva” contro un giovane in via Mazzini.

Parte civile

«Rifondazione Comunista di Verona è stata riconosciuta parte civile perché l'azione era indirizzata proprio contro la manifestazione politica in svolgimento presso l'area verde di Quinzano, dove la festa, da qualche anno, trova collocazione», scrive la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista in una nota.

«È bene ricordare che tra le persone colpite sono risultati proprio il locale rappresentante legale del partito e titolare del permesso dell'iniziativa ed un compagno addetto alla sorveglianza della stessa. L'azione, per altro, con bastoni e lancio di corpi contundenti aveva proprio la caratteristica dell'aggressione squadrista di stampo fascista per altro preannunciata già dai giorni precedenti con l'assalto al cancello della recinzione già chiuso e la sottrazione di una bandiera ed il lancio di corpi incendiari ed esplosivi dentro la festa stessa e nelle immediate vicinanze», prosegue la nota.

«Resta confermato che la lotta contro il fascismo e lo squadrismo è ancora attuale visto che fatti con questa connotazione, nella nostra città, non sono mai venuti meno e trovano adesione soprattutto tra gruppi di giovani, magari galvanizzati dalla svolta a destra subita dal nostro paese negli ultimi anni».

Manuela Trevisani

Suggerimenti

Segui la diretta di Telemantova