Aggressione alla Festa in Rosso che si sta tenendo come da tradizione nell’area verde accanto alle piscine Santini. A memoria d’uomo, come conferma Fiorendo Fasoli, storico militante di Rifondazione, non c’erano mai state nei tanti anni della Festa, aggressioni fisiche.
Negli anni passati era stato bruciato un motorino, tagliato qualche pneumatico. Ma mai si era arrivati alla violenza fisica.
Le avvisaglie
Le avvisaglie che stesse per accadere qualcosa c’erano tutte come spiega Fasoli: «La sera di venerdì 14, a Festa ormai conclusa, un gruppo di giovani ha cercato di superare il cancello di via Villa già chiuso. La pronta risposta del nostro gruppo incaricato della sorveglianza notturna, aveva fatto desistere i malintenzionati che hanno abbandonato il campo impossessandosi, però, di una bandiera prima issata sul cancello.
Nella notte tra sabato 15 e domenica 16, un petardo è stato lanciato a poca distanza da uno stand con un botto ed una vampata di fuoco per fortuna senza ulteriori danni», riassume Fasoli, «le forze dell'ordine nella mattinata di domenica sono intervenute per recuperare il relitto».
Domenica sera, sempre verso mezzanotte, appena fuori dal recinto prima scoppia un grosso e rumoroso petardo e poi da una macchina bianca che si era fatta notare per i ripetuti passaggi davanti alla Festa, vengono lanciate due bottigliette di vetro contro l'ingresso di via Bresciani. «Inoltre, alcuni nostri manifesti affissi sulla recinzione della Festa risultano mancanti e quelli vicino alla rotonda di Quinzano imbrattati da vernice nera. Al loro fianco, compare una scritta con simbolo inequivocabile. Fatta intervenire la polizia oltre a denunciare i fatti, chi aveva notato l'anomalo comportamento dell'auto bianca, era nella condizione di segnalarne anche il numero della targa», spiega Fasoli.
Il blitz
E quindi l’aggressione fisica: «Sempre verso mezzanotte, prima viene lanciato un botto all'interno della festa e, dopo alcuni minuti, un gruppo di cinque o sei individui, con volto mascherato, ma armato di bastoni cerca di entrare alla festa. Ne nasce un immediato parapiglia con il nostro servizio d'ordine ed il gruppo è costretto alla ritirata tentando di dileguarsi nelle vie del quartiere. I segni del confronto rimangono evidenti a terra e, qualcuno di noi, lamenta anche qualche escoriazione e qualche colpo subito. Uno va a farsi refertare al pronto soccorso per una botta in testa, per gli altri solo escoriazioni. Per fortuna sono fatti che, almeno fino ad ora, non hanno condizionato lo svolgimento della Festa che procede regolarmente come previsto dal programma», aggiunge Fsoli.
Che conclude: «Il ripetersi di eventi simili con la chiara connotazione politica di aggressione fascista, non può passare inosservato. Segnaliamo i fatti con ferma determinazione a non lasciarci condizionare e respingendo ogni provocazione. Dopo un paio di giorni di pausa, come previsto, domani riprenderemo la nostra manifestazione ed invitiamo quanti condividono con noi che comportamenti del genere non possano essere accettati, a venirci a trovare»,dice Fasoli. Il personale della Digos nelle prossime ore continuerà ad esaminare i filmati, fatti anche da telefonini, per attribuire a ciascun giovane identificato le sue responsabilità. E nel caso si trattasse di tutti ragazzi recidivi le loro posizioni potrebbero diventare piuttosto pesanti. Non resta che attendere che la giustizia faccia il suo corso.
18 luglio 2023
È accaduto oggi, 18 luglio, poco dopo mezzanotte: un gruppo di giovani – già noti per essere stati coinvolti nelle aggressioni nei confronti di alcuni tifosi del Marocco scesi in strada per festeggiare la vittoria della propria nazionale di calcio – si sono resi responsabili di un agguato durante la celebrazione della “Festa in Rosso – Festa del partito della rifondazione comunista”, evento iniziato lo scorso giovedì e che proseguirà fino al 25 luglio in via Bresciani, a Quinzano.
La ricostruzione
Era appena scattata la mezzanotte quando è giunta la segnalazione alla centrale operativa della Questura su un gruppo di ignoti che avevano lanciato un petardo all’interno dell’area in cui si stava svolgendo la manifestazione politico-culturale.
Appena quindici minuti dopo, un gruppo di giovani – tutti riconosciuti da personale della Digos scaligera come militanti in gruppi di estrema destra della città – hanno aggredito i presenti con dei bastoni per poi darsi alla fuga a bordo di un auto.
Grazie al costante monitoraggio attuato dai poliziotti delle Volanti impiegati in accurati servizi di controllo del territorio disposti con ordinanza di servizio del Questore in occasione dell’evento, è stato possibile per la Polizia intercettarli e procedere alla loro identificazione: si tratta di cinque giovani, notoriamente militanti nell’ambiente di estrema destra.
I filmati
Attualmente i filmati per ricostruire l’esatta dinamica della vicenda sono al vaglio degli investigatori per attribuire le specifiche responsabilità e si è in attesa che venga sporta denuncia dalle tre perone rimaste feriti durante l’agguato; si attendono, inoltre, gli esiti degli accertamenti medici necessari al fine di qualificare i fatti come reato. Dipende dalla prognosi, entro i 21, com’è probabile è procedibile a querela di parte, oltre si procede d’ufficio. Gli esiti dell’attività di indagine verranno poi trasmessi alla competente autorità giudiziaria.
I commenti
Il Partito Democratico di Verona, in una nota stampa, «esprime vicinanza e solidarietà agli attivisti e militanti di Rifondazione comunista colpiti dalle violente provocazioni di gruppi di estrema destra durante lo svolgimento della loro festa. Si tratta di azioni vili e deplorevoli da condannare fermamente ma anche da indagare a fondo nei loro possibili collegamenti con le altre manifestazioni di intolleranza politica o discriminazione xenefoba verificatesi in città negli ultimi mesi ed anni. Questo delle aggressioni a sfondo politico o razziale è un aspetto di insicurezza cittadina che va affrontato a mente fredda, senza proclami ma con la massima determinazione al fine di sterilizzare la radice violenta di questi gruppi che usano l’aggressività come metodo di azione politica. A livello politico, come Pd veronese rilanciamo la proposta del segretario regionale Andrea Martella per un patto tra le forze politiche democratiche finalizzato a contrastare e mettere al bando gli estremismi che praticano violenza e possono creare un cortocircuito pericoloso».
Jessica Cugini per In Comune per Verona. Sinistra Civica Ecologista commenta: «Le modalità sono le solite: intimidazioni, scritte, spranghe e volti coperti. Tutti conosciuti dalla Digos, come sempre. Anche questo si ripete. La matrice è tanto nota quanto solita: militanti dell’estrema destra. Ciò che ribadiamo, ancora una volta, è la necessità di sciogliere questi gruppi dal richiamo e dall’agire anticostituzionale, Forza Nuova, Casapound, Fortezza Europa. Una richiesta che replichiamo da anni. Senza mai essere ascoltate e ascoltati. Perché sappiamo esserci collusioni con le istituzioni. La storia italiana, come quella di Verona, ne racconta diverse, così come il libro di Paolo Berizzi presentato grazie alla Cgil cittadina. È sufficiente confrontare sigle e nomi».
La Cgil di Verona «condanna fermamente le provocazioni, gli attentati e i tentativi di assalto con bastoni che stanno cercando di turbare il pacifico svolgimento della Festa In Rosso nell’area verde della Seconda Circoscrizione dove pochi giorni prima aveva peraltro avuto luogo la festa del nostro sindacato. Queste azioni, che per fortuna non hanno finora causato danni o ferimenti seri, confermano l’esistenza di un problema di insicurezza che per lungo tempo, in passato, è stato trascurato o talvolta addirittura negato dalle autorità cittadine: quello dei movimenti antidemocratici di estrema destra la cui azione è specificatamente rivolta a negare l’esercizio del libero pensiero e dei diritti democratici».
Il movimento civico Traguardi «esprime solidarietà e vicinanza agli attivisti e ai militanti di Rifondazione comunista aggrediti la scorsa notte alla Festa in rosso. Condanniamo senza mezzi termini questo gesto squallido e premeditato di violenza squadrista e ci appelliamo a una mobilitazione generale della politica affinché episodi di chiara intolleranza non vengano derubricati a semplice goliardia, com'è accaduto spesso in passato nella nostra città. La libertà di pensiero è un pilastro della società democratica, ma non può esistere giustificazione per chi pensa di esprimere le proprie idee con la violenza. Al contrario, le occasioni di confronto e di dibattito vanno incoraggiate sempre di più, poiché contribuiscono a combattere l'intolleranza aggressiva, la paura e la faziosità».
Per l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, informata nelle prime ore del mattino direttamente dal Questore Massucci, si tratta di «nu fatto grave perché va a colpire la serenità di eventi che sono sempre stati tali, a cui partecipano famiglie e cittadini che hanno dovuto assistere a questo episodio. Tra l’altro aggravato dal fatto che coloro che l’hanno commesso, immediatamente identificati, risultano essere gli stessi protagonisti all’assalto ai tifosi del Marocco, quindi l’attenzione è massima su questo genere di azioni. Quanto accaduto deve far tener alta l’allerta e l’attenzione per il contrasto a questo genere di azioni. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che la città, intesa come Amministrazione e Forze dell’Ordine, contrasta con coesione ogni forma di illegalità. L’obiettivo nostro è di rendere Verona il più possibile sicura e dove possono convivere serenamente tutti i cittadini nel rispetto reciproco».
Solidarietà espressa anche dal Circolo Pink «alle compagne e compagni di Rifondazione Comunista Verona, e invitiamo tutt* a partecipare alla Festa in Rosso già da questo giovedì».