Video e denunce

Festa in rosso, il testimone: «Gli aggressori erano sette, due sono scappati»

Presentata una denuncia per l'aggressione squadrista a opera di un gruppo di militanti di estrema destra alla Festa in rosso di Quinzano
A sinistra un momento del video dell'aggressione. A destra Benedetti, uno dei tre feriti
A sinistra un momento del video dell'aggressione. A destra Benedetti, uno dei tre feriti
A sinistra un momento del video dell'aggressione. A destra Benedetti, uno dei tre feriti
A sinistra un momento del video dell'aggressione. A destra Benedetti, uno dei tre feriti

È già stata depositata la prima denuncia per i fatti avvenuti la notte tra lunedì e martedì alla Festa in rosso, in corso nell’area verde vicino alle piscine Santini. Un’aggressione di chiara matrice politica, con tre feriti e cinque ragazzi già identificati dalla Digos scaligera, tutti militanti di estrema destra, noti alle forze dell’ordine perché coinvolti lo scorso dicembre nel pestaggio ai danni di tifosi del Marocco, che stavano festeggiando la vittoria della propria nazionale di calcio. 

All’appello ne mancherebbero, però, altri due, secondo i racconti dei militanti di Rifondazione comunista, che hanno assistito al blitz degli estremisti di Casa Pound e che parlano di un gruppo composto da sette ragazzi.

La testimonianza

«Era mezzanotte. Alla festa erano rimaste circa cinquanta persone. Qualcuno ha lanciato un petardo all’ingresso, ma era già capitato le sere precedenti e pensavamo si sarebbero limitati a quello o a fare qualche carosello con l’auto», racconta Luciano Benedetti, pensionato di 66 anni, tra gli organizzatori della Festa in Rosso e tra le vittime dell’aggressione. «Invece, dopo un quarto d’ora, quando ormai eravamo rimasti solo noi organizzatori, abbiamo visto che si stavano riunendo davanti all’ingresso e che si stavano mettendo caschi integrali, bandane e fazzoletti per coprirsi il viso». 

A quel punto è scattata la prima telefonata alla polizia. «Hanno provato a entrare con la forza, ma non ci sono riusciti perché l’ingresso è stretto e i nostri lo stavano presidiando», prosegue Benedetti. «Così sono iniziati gli spintoni, qualcuno ha cominciato a lanciarci addosso sassi, anche di grandi dimensioni. Uno di ragazzi mi ha colpito con un pezzo di bastone alla testa, fortunatamente solo di striscio. Poi sono scappati».

L’intervento della polizia

Nel frattempo, però, gli agenti delle Volanti della questura erano già in arrivo e sono riusciti a fermare cinque autori dell’aggressione mentre stavano salendo sull’auto. «Noi ne abbiamo contati sei-sette», prosegue il sessantaseienne. «Non è escluso che gli altri fossero su un’altra auto, che invece è riuscita a scappare. Agli investigatori abbiamo fornito la targa del veicolo che nelle sere precedenti faceva i caroselli fuori dalla festa». 

Sul posto è arrivata anche un’ambulanza di Verona Emergenza per medicare i tre feriti: oltre al sessantaseienne, anche due giovani di 25 e 30 anni, che hanno riportato lividi ed escoriazioni. Benedetti, che martedì è stato al pronto soccorso per controllare la ferita, è uscito con una prognosi di sei giorni. «Con i massi che hanno lanciato, sarebbe potuta finire decisamente peggio», commenta Benedetti. «Ciò che preoccupa di più è la situazione che si è venuta a creare in questa città. È brutto girare per la città e doversi guardare alle spalle».

Le indagini

Nel frattempo proseguono le indagini della Digos per ricostruire con precisione l’esatta dinamica dell’aggressione e attribuire le singole responsabilità agli autori. Il punto fermo, oggi, è la denuncia che è già stata depositata in Procura e che qualifica a tutti gli effetti i fatti come reato. E non è escluso che nei prossimi giorni ne arrivino altre. 

I video 

Ad aiutare gli inquirenti nelle indagini, sicuramente alcuni video registrati dai militanti di Rifondazione durante il blitz. In particolare, ce n’è uno in cui si vedono sette giovani, tutti con il volto coperto e alcuni con dei bastoni in mano, che si avvicinano all’entrata della Festa. Uno di questi entra, si abbassa per raccogliere un sasso a terra e lo lancia verso gli organizzatori della festa. Fa qualche altro passo all’interno, recupera un altro sasso, e lo lancia sempre in direzione dei militanti.

 Sui social Fiorenzo Fasoli, storico esponente di Rifondazione Comunista, annuncia: «Dopo un paio di giorni di pausa, come previsto, giovedì (oggi, ndr) riprenderemo la nostra manifestazione ed invitiamo quanti condividono con noi che comportamenti del genere non possano essere accettati, a venirci a trovare». 

Le reazioni

«Esprimo solidarietà a Rifondazione Comunista per la vile aggressione subita alla Festa in Rosso», commenta il deputato di Fratelli d’Italia Ciro Maschio. «Tutto ci divide politicamente, ma dobbiamo essere sempre uniti nella condanna di ogni violenza politica. Riguardo all’episodio specifico auspico la Giustizia faccia presto il suo corso individuando e circoscrivendo i responsabili».

Manuela Trevisani

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