La chiesa di Santa Maria Maddalena al Saval era piccola. Troppo piccola per accogliere tutti quelli che questa mattina, 23 luglio, si sono riuniti per l'ultimo saluto a Anna Lorenzi, la giovane morta sabato scorso nelle acque del Garda per salvare il fratello.
«Con la famiglia di Anna abbiamo scelto i canti, le letture e la vostra presenza qui è la dimostrazione che lei viveva con la sua famiglia nel senso più pieno», ha esordito don Elvis nell'omelia. «Ora serve un po' di silenzio, le parole sono in più».
E a soli vent'anni Anna, ha regalato a chiunque le si avvicinasse luce, disponibilità, bontà e dolcezza. "L'esempio concreto della parola di Dio".
Poi, uno dopo l'altro, gli amici, i compagni di studi e di preghiera. "Amavi i colori, il quadro con la finestra aperta sulle montagne ti descrive, parla di te e dell'amore per la natura e quel cielo sereno era la tua luce".
E i suoi amici, i suoi cari, quel disegno lo hanno trasformato in una cartolina. Per non dimenticare mai quella ragazza sempre pronta a dare.
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Il giorno dell’ultimo saluto ad Anna Lorenzi. Si sono svolti al Saval i funerali della ragazza morta sabato scorso al lago, a Garda. Gremita la chiesa di Santa Maria Maddalena, dove alle 10 è iniziata la cerimonia. Lì dove nei giorni scorsi si sono svolti i rosari. La famiglia Lorenzi, infatti, è molto religiosa e intorno a mamma Paola, papà Paolo e ai tre fratelli si sono stretti amici e parenti.
Ma la tragedia di Anna ha sconvolto anche il liceo artistico di Verona Nani Boccioni, dove la ventenne si era diplomata un paio di anni fa. Da lì era iniziato il sogno di diventare architetto, provare ad entrare in quel mondo. Una passione, quella per l’arte e per i lavori fatti a mano, che resteranno per sempre in casa sua. Sparsi su mobili e mensole.
«Anna è stata una mia studentessa forse nel momento peggiore della scuola, nei due anni con il covid, con la didattica a distanza, ma si è era instaurato un bel rapporto», spiega la professoressa d’inglese del Nani, Mariateresa Pettorossi. Poi racconta della ragazza tra i banchi di scuola: «Durante le interrogazioni parlava sempre a bassa voce. Era molto studiosa, ma riservata. Quasi sussurrava alla volte. La ricordo come una ragazza molto educata e rispettosa. I suoi compagni le volevano bene. Chi lavora in “sordina“, come faceva Anna, alla fine lascia sempre qualcosa nelle persone che incontra. Per lei è stato così», aggiunge la professoressa.
Ci sono anche delle giornate particolari che Pettorossi ricorda e sono legati a poco tempo fa: «In gruppo Anna e i suoi compagni erano venuti a scuola a ritirare il diploma, senza mascherine dopo il periodo più brutto della pandemia. Quella era stata una bella giornata».
Anna sabato scorso era al lago con i suoi fratelli, di 14 e 17 anni, al Corno del Garda. Erano partiti da casa, in via Crotone, in autobus. Mentre i fratelli stavano facendo il bagno, il più piccolo ha iniziato ad avere delle difficoltà. Così Anna, com’era nella sua indole e carattere, non ci ha pensato troppo e si è precipitata ad aiutarlo. Alcuni presenti in spiaggia hanno portato in salvo il fratellino, Anna invece non ce l’ha fatta.