In via Crotone, a Borgo Nuovo, tutto sembra immobile. Sospeso in un tempo infinito. La famiglia di Anna Lorenzi, la ventenne morta al lago sabato scorso, si sostiene con la fede. Agli amici che passano di lì per un saluto, un abbraccio. Sullo stendibiancheria nel giardino della casa a schiera ci sono due asciugami colorati. Sono quelli che Anna e i due fratelli di 14 e 17 anni, avevano quel tragico giorno in spiaggia a Garda.
La mamma di Anna, Paola, parla sottovoce. Guarda i lavoretti che la figlia amava fare nel tempo libero. Solamente un hobby per il momento, un sogno per il futuro che non c’è più. All’ingresso dell’abitazione, su una piccola mensola, c’è una foto di famiglia. Tutti insieme nel giorno della cresima di uno dei quattro fratelli. Proprio lì c’è un piccolo cuore di cartone ricoperto da rose rosse fatte e mano in rilievo. Per «Paola e Paolo» c’è scritto, i genitori di Anna.
«Lo aveva fatto nostra figlia», inizia a raccontare mamma Paola, «per il giorno del nostro anniversario qualche anno fa. L’abbiamo sempre lasciato qui dov’è adesso». Quel cuore di cartone, poi, si apre su se stesso. Dentro, scritto a mano in corsivo ampio, un augurio di felicità per il matrimonio. Tutto l’amore di una figlia per i genitori in poche parole. Semplici, come Anna.
Il sorriso e i fiori
«Era una ragazza solare. Aveva sempre il sorriso», spiega la mamma guardando una foto di Anna sistemata, anche questa, come le altre dei fratelli, vicino alla porta. Di là, in cucina, invece, ci sono dei fiori bianchi sistemati in un vaso al centro del tavolo: «Li hanno portati i compagni di classe di Anna, l’altro giorno».
Sono condoglianze. Segni di vicinanza in un momento tremendo. La ventenne, un paio di anni fa, si era diplomata al Nani Boccioni: «Aveva molto estro, un’artista. Aveva provato ad entrare alla facoltà di architettura a Mantova. Quella sarebbe stata la sua strada».
I lavoretti fatti a mano
In casa Lorenzi tanto, tutto, parla di Anna, in ogni angolo. I suoi lavoretti sono sparsi praticamente ovunque. «A lei piaceva molto farci regali. Realizzava braccialetti, bigliettini e anche modellini». Sul mobile della sala ce ne sono alcuni di navi. Disegni precisi e molto accurati su ceramica e piattini su cui aveva disegnato orizzonti e il mare. Fari in mezzo all’oceano, una delle sue grandi passioni. «Ne abbiamo tantissimi di questi lavori», aggiunge la mamma, «qui tutto ci parla di lei. Anche la sua camera è piena».
Con i fratelli
La famiglia Lorenzi è molto unita. I fratelli dormono tutti nella stessa stanza, al primo piano. «Anna è sempre stata ordinatissima. La sua parte d’armadio la si riconosce subito. Tutto è sistemato, perfetto. E questo lo ha trasmesso ai fratelli. Credo continuerà a farlo anche adesso. Li riprendeva quando magari sbagliavano, è sempre stata molto responsabile».
Anche con la nonna aveva un rapporto speciale: «Da circa un anno nostra figlia dormiva molte sere con la nonna che ha avuto qualche problema. Stava con lei e le faceva compagnia. Era fatta così. Poi il sabato e la domenica andavamo noi». Per arrotondare invece, qualche giorno a settimana, come tante altre sue coetanee, faceva la baby sitter.
Le amiche
Anche le amiche di Anna fanno fatica a trovare le parole. «Era una ragazza tra le più buone che abbiamo conosciuto. Molto solare, ti metteva sempre a tuo agio e di cui ti potevi fidare. Era anche timida e gentile, una ragazza educata, semplice e genuina. Con lei le ore insieme volavano», raccontano Giulia, Alessia e Benedetta.
«Era speciale e rara, ci sentiamo fortunate ad averla conosciuta», spiegano. Anche le amiche e compagne di classe tornano sulla questione arte, la passione di Anna: «Spesso siamo andate a visitare città d'arte tutte insieme. Amava l'arte in tutte le sue forme, a partire dalla storia, fino alla creazione di essa attraverso le proprie mani. Infatti ciascuna di noi conserva pensieri da parte sua». Ricordi indelebili che resteranno per sempre.
La famiglia e la fede
l tempo per papà Paolo, maestro elementare, e mamma Paola si è fermato quel sabato, ma una intera comunità si è stretta a loro: «L’altro giorno alcune amiche di Anna ci hanno portato del pasticcio. Anche a lei piaceva cucinare».
La famiglia Lorenzi era consacrata alla chiesa della Visitazione e Anna era molto attiva anche all’interno della comunità. Da poco, infatti, era stata con tutti i fratelli al campo che ogni anno viene organizzato a Chiampo, nel vicentino: «Con gli altri fratelli adesso sarà difficile. Servirà del tempo», conclude la mamma.
L’ultimo saluto
I funerali si terranno domani, alle 10, alla chiesa di Santa Maria Maddalena, al Saval. La stessa chiesa dove in queste sere amici e parenti si sono ritrovai per i rosari. Anna e i suoi fratelli erano arrivati sulla spiaggia di Garda in autobus. Stavano facendo il bagno quando il fratello più piccolo ha iniziato ad avere delle difficoltà in acqua. Anna, a quel punto, aveva subito prestato soccorso chiedendo aiuto. I primi ad arrivare erano stati dei ragazzi che avevano portato in salvo il piccolo. Anna, invece, non l’hanno più vista.