Dopo i 5 casi registrati, tutti «importati», - 3 di Chikungunya e 2 di dengue - è attiva dal primo maggio la sorveglianza epidemiologica a livello regionale in Veneto. Un piano aggiornato per il contrasto delle malattie trasmesse da vettori quali zanzare, zecche, flebotomi denominate arbovirosi.
Nel 2025 già 3 casi di Chikungunya e 2 di dengue in Veneto
Nel corso del 2025 si sono verificati 3 casi di Chikungunya, di cui l’ultimo caso è stato segnalato il 4 giugno in un soggetto rientrato dal Madagascar e residente a Ferrara. Lo stesso si è recato presso alcune strutture ospedaliere della provincia di Rovigo. Secondo le procedure definite dal Piano regionale è stato effettuato un sopralluogo e sono state attivate le misure di disinfestazione a fini precauzionali.
Nella stessa giornata sono stati segnalati anche altri 2 casi di dengue, a Bassano del Grappa, per i quali sono state adottate le stesse misure precauzionali adottate per il caso di Chikungunya.
La sorveglianza dei casi umani importati e autoctoni di arbovirosi si attua tutto l’anno, con particolare attenzione nel periodo di maggiore attività dei vettori (zanzare, zecche e flebotomi) nel periodo estivo.
Il piano della Regione condiviso con Ulss, Comuni, prefetture, Istituto zooprofilattico
Il piano è stato condiviso con il Tavolo intersettoriale regionale e rafforza la collaborazione delle Aziende Ulss con i Comuni, le prefetture, i Consorzi di bonifica e l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. La sorveglianza dei casi umani importati e autoctoni di arbovirosi si attua tutto l’anno, con particolare attenzione nel periodo di maggiore attività dei vettori (zanzare, zecche e flebotomi) nel periodo estivo.
Oltre alla sorveglianza entomologica viene effettuata la sorveglianza sui casi umani di malattia, sia di importazione, ovvero soggetti che hanno contratto la malattia durante un viaggio al di fuori del territorio regionale, che nei casi autoctoni.
Lotta alle zanzare con interventi larvicidi
Per ridurre il rischio di diffusione autoctona di queste malattie risulta fondamentale il ruolo dei Comuni che ogni anno, in collaborazione con le ULSS, attuano specifici programmi di lotta alle zanzare, soprattutto con interventi larvicidi e di manutenzione delle aree a maggior rischio di proliferazione di zanzare.
L'impegno dei cittadini
«Altrettanto importante – raccomanda la Direzione Prevenzione - è il coinvolgimento e l’impegno di tutti i cittadini all’interno della strategia regionale per la lotta alle arbovirosi: ciascuno può fornire il proprio contributo con alcune semplici azioni, come svuotare le raccolte d’acqua stagnante nelle aree private, utilizzare prodotti larvicidi per bloccare lo sviluppo delle larve di zanzara prima che diventino adulte e utilizzare zanzariere nelle abitazioni.
È inoltre importante informarsi sul rischio di queste malattie, adottando adeguate misure di protezione personale, come l’utilizzo di idonei repellenti cutanei e indossando capi con tessuti leggeri che riducano per quanto possibile la pelle esposta a punture. E a prestare particolare attenzione in caso di escursioni in montagna o viaggi all’estero.
Attenzione alle zecche
È già stata anche avviata e condivisa con aziende sanitarie e Comuni anche la campagna di comunicazione “Attenzione animali pericolosi” promossa dalla Direzione Prevenzione, con l’obiettivo di sensibilizzare in merito ai rischi per la salute che possono derivare da una puntura di una zanzara o un morso di una zecca.
Il bollettino epidemiologico regionale
Come ogni anno, la Regione provvederà a pubblicare un bollettino epidemiologico periodico riportando l'aggiornamento dei casi di malattia trasmessa da vettore notificati nel territorio del Veneto.