L'intervista

Francesca Michielin, a tu per tu. «Riparto da Bassano con una ballad giusta per Sanremo»

Per la cantautrice, che compirà 30 anni pochi giorni dopo il Festival, è stato un anno trascorso in famiglia a Bassano. Da qui ha preso il via una nuova fase artistica.
Francesca Michielin intervistata dal GdV durante le prove del Festival di Sanremo. Domani l'intervista integrale sull'edizione cartacea in edicola
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Francesca Michielin intervistata dal GdV durante le prove del Festival di Sanremo. Domani l'intervista integrale sull'edizione cartacea in edicola
Francesca Michielin intervistata dal GdV durante le prove del Festival di Sanremo. Domani l'intervista integrale sull'edizione cartacea in edicola

L’aria di Bassano del Grappa fa bene a Francesca Michielin, che si avvicina a Sanremo con una grande voglia di far ascoltare a tutti il frutto di un anno trascorso nello studio di registrazione che si è costruita in casa. Per lei questo festival sarà un crocevia di emozioni, perché dà il via ad una nuova fase artistica, segnata da una maggiore sensibilità per i temi sociali e una ritrovata freschezza espressiva, e al tempo stesso intersecherà alcuni anniversari importanti.

 

Infatti pochi giorni dopo la chiusura del festival, la cantautrice compirà 30 anni, mentre a marzo si celebrerà il decennale della pubblicazione di “L’amore esiste”, una delle sue hit di maggior successo. Per l’occasione, esce a mezzanotte in streaming “L’amore esiste 2025 reloaded”, una nuova versione del brano con la produzione di Okgiorgio. Inoltre c’è in cantiere un grande concerto celebrativo di cui a breve verranno rivelati maggiori dettagli.

Con questo Sanremo inizia una nuova fase della sua carriera. Bassano continuerà a essere fonte della sua creatività?

Bassano sarà sempre al centro, forever. L'ultimo disco, “Cani sciolti”, l'ho registrato a La Distilleria. E adesso ho uno studio in casa, quindi farò tanto anche lì.

Perché ha scelto di tornare a Bassano?

Ho vissuto a Milano fino alla pandemia. Poi sentivo di dover tornare nella mia città, perché è un luogo che mi aiuta a ridimensionare le cose. Inoltre è stato un anno un po' particolare a livello familiare, per cui mi sono resa conto che volevo stare più vicino alla mia famiglia.

Cosa ci dobbiamo aspettare da “Fango in Paradiso”?

È una ballad molto diversa dal solito, una canzone viscerale che definisco corporea perché la canto veramente con tutta me stessa, proprio con tutto il corpo. La cosa che più mi piace di questa canzone è che gioca molto su un contrasto, ovvero il fatto di essere una classica ballad pop come concezione, che però ha un testo abbastanza inusuale rispetto ai canoni sanremesi.

Qual è stata la genesi di questa canzone?

Fin da subito è nata con l’idea di un accompagnamento orchestrale. Non perché progettavo di andare a Sanremo, ma perché è venuta così. Poi, dopo averla scritto veramente di getto in un pomeriggio di fine luglio, mi sono detta «se non lo porti a Sanremo non ha senso».

Come ha trascorso l’avvicinamento a Sanremo?

Sono stata tanto in studio. Sono figlia e nipote di un artigiano e credo molto nella cura delle cose. Credo inoltre che bisogna cercare di applicarsi tutti i giorni. Anche quando apparentemente non si hanno idee e non si sa dove andare a parare. Quest’anno inoltre sono stata nella mia Bassano del Grappa, un luogo dove poter creare musica, vivere nella natura e stare vicino ai miei parenti.

Possiamo aspettarci un disco in uscita quest'anno?

Eh sì. Bisogna mettere alla luce quello che ho fatto. Quindi assolutamente uscirà, però non ho una data perché non è ancora chiuso.

Walter Ronzani

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